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Dieses war das vorletzte Mal (hoffentlich …), dass der vom sog. Landeshauptmann verzapfte Käse auch noch in großer Aufmachung veröffentlicht wird …


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Und er kann’s nicht lassen, ebenso wie die hiesige Journaille, die den vom sog. Landeshauptmann verzapften Käse auch noch in großer Aufmachung veröffentlicht …

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Wie jedes Jahr üblich hat gestern, 12. August 2010, der senile Sesselkleber und sog. Landeshauptmann von Südtirol, Luis Durnwalder, seine Pressekonferenz in Pfalzen abgehalten, und die devoten Südtiroler Journalist/inn/en haben wieder zentnerweise Druckerschwärze bzw. Millionen Byte vergeudet, um dessen vermeintlich bedeutungsvollen Worte weiterzugeben.

L. Durnwalder | Bild: suedtirolnews.it

Dabei lässt sich der “Inhalt” des Käs- und Specktreffs mit einem Wort wiedergeben: “Blablabla“.

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Gestern, 13. August 2009, hat der sog. Landeshauptmann von Südtirol, Luis Durnwalder, wieder zu seiner alljährlichen Pressekonferenz in seinem Ferienhaus in Pfalzen geladen, und die devoten Südtiroler Journalist/inn/en sind wieder zahlreich dorthin gepilgert, um sich um den “Tisch des Herrn” zu gesellen, sich dessen Gewogenheit zu versichern und dessen vermeintlich bedeutungsvolle Worte an die “Untertanen” weiterzugeben.

Inhaltlich brachte die als eine Art Selbstgespräch geführte “Pressekonferenz” die üblichen Banalitäten (wegen der Wirtschaftskrise müsse auch Südtirol sparen; man dürfe gegenüber Rom nicht die Seele aufgeben, aber man sei gegen die Selbstbestimmung; man müsse die deutsche Opposition in politische Entscheidungen mehr einbinden), sowie die wohl kaum überraschende Bestätigung Durnwalders als Erz-Sesselkleber, der seinen längst überfälligen Abgang immer wieder hinauszögert und seinen Posten freiwillig wohl überhaupt nie räumen würde.

Durnwalders Rede zur “Lage der Nation” (so wörtlich in “Dolomiten” vom 14.08.2009) wurde im “Tagblatt” wieder breitester Raum gewidmet (Ankündigung auf der Titelseite und Doppelseite im Innenteil), immerhin hat dieselbe Zeitung das Ganze aber zu einem Resümee komprimiert, das für mich doch einigermaßen überraschend war: “Dürre Jahre fürs Land”.

"Dolomiten" | 2009-08-14

“Dolomiten” | 2009-08-14

Doch kann ich ehrlich gesagt nicht wirklich glauben, dass sogar diese Zeitung den fatalen Zusammenhang zwischen Durnwalders Namen und seiner Amtszeit als Landeshauptmann erkannt haben könnte, nämlich: Durnwalder = “durrn Wåld” (dialektal) = “dürrer Wald” = (bildhaft) “dürre Jahre”.

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Qualche mese fa ho avuto modo di commentare brevemente l’ennesima presa di posizione dei noti estremisti di prevalente estrazione germanofilo-nazionalista (da me chiamati “nazios”), diretta ad ottenere o addirittura “attuare” la c.d. autodeterminazione per l’Alto Adige (cioè staccare la Provincia di Bolzano – Alto Adige dallo Stato italiano e crearne uno Stato nuovo e indipendente), ed ho definito tale posizione come inattuale e meschina: inattuale in quanto in stridente contrasto con i lodevoli sviluppi storici recenti che portano a ridurre o eliminare i confini e non certo a crearne dei nuovi, e meschina in quanto proveniente da persone che “sputano nel piatto dove mangiano” (chiamate anche “parassiti dell’autonomia” da Gabriele Di Luca).

Nei giorni scorsi c’è stato un ulteriore affondo da parte dei soliti noti, questa volte per voce di tale Martin Graf, esponente del FPÖ (partito “liberale” austriaco) e Terzo Presidente del Nationalrat (camera dei Deputati austriaca). Questi in un’intervista al giornale austriaco “Presse am Sonntag” aveva dichiarato di essere dell’opinione che alla popolazione del Sudtirolo (Alto Adige) verrebbe negato il diritto all’autodeterminazione sin dall’aggiudicazione dell’Alto Adige all’Italia dopo la 1° Guerra Mondiale, e che quindi sarebbe venuta l’ora di chiedere alla popolazione se debba esserci un Tirolo unico. Graf dunque chiedeva neanche troppo velatamente la (ri-)annessione dell’Alto Adige all’Austria, dando ovviamente per scontato che in una eventuale consultazione popolare la maggioranza degli interessati avrebbe votato a favore di un distacco dall’Italia – ipotesi questa in realtà assai remota se non altro perché economicamente controproducente.

Ebbene, quello che nelle intenzioni dei nazios doveva essere un ulteriore passo verso la c.d. autodeterminazione (concetto come si vede assai confuso, e non solo per quanto riguarda la “meta” che per gli uni consiste in un nuovo [micro-]Stato e per gli altri in un “ritorno” alla “patria” Austria), si è invece trasformato in un autentico boomerang che ha inferto il colpo mortale alle velleità secessioniste dei nazios.
Infatti, mentre finora l’Essfaupè (SVP, partito di maggioranza relativa in Alto Adige) si era trincerata dietro un “siamo per l’autonomia dell’Alto Adige ma per noi rimane irrinunciabile il diritto all’autodeterminazione”, di fronte alla concreta possibilità che si possa arrivare ad una modifica dei confini tra l’Italia e l’Austria – con conseguente perdita dei noti privilegi di cui l’SVP è la prima e principale beneficiaria – ci si è visti costretti a difendere l’autonomia, e dunque lo Stato italiano, ed a contrastare le ambizioni secessioniste come mai in passato era accaduto.
Sintomatico al riguardo appare il comportamento di uno dei massimi esponenti del partito nonché Presidente della Giunta provinciale, Luis Durnwalder, il quale dapprima e per alcune settimane non aveva rilasciato alcun commento in proposito ma, dopo che la situazione rischiava di prendere una pericolosa dinamica ed a seguito di decise prese di posizione anti-secessioniste di altri esponenti del partito, si è dovuto schierare senza mezzi termini dalla parte degli “autonomisti”, con un vero voltafaccia cui è stato dato ampio spazio nel giornale locale “Dolomiten”.

Dolomiten | 2009-07-27

“Dolomiten” | 2009-07-27

In quell’articolo Durnwalder, dopo aver tacciato l’uscita di Graf come “politica disonesta”, dichiara tra l’altro che la proposta in questione sarebbe irrealistica e irresponsabile, che né l’Austria né la maggioranza della popolazione altoatesina sarebbero d’accordo con una “politica talmente incerta” e che egli sarebbe favorevole a continuare sulla strada dello Statuto di autonomia.
Tale presa di posizione viene rinfrancata da altri esponenti politici di spicco “di qua e di la del Brennero”, tra cui il Governatore del Tirolo, Günther Platter, e il Ministro degli Esteri austriaco, Michael Spindelegger.

Un rifiuto netto e definitivo alle velleità secessioniste, dunque, da parte degli esponenti politici più rappresentativi … e pensare che quel “parassita dell’autonomia” Sven Knoll, rappresentante del partito “Süd-Tiroler Freiheit” ed eletto al Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano, ancora poco prima delle elezioni provinciali 2008 si era vantato – in una discussione pubblica presso il centro scolastico di Malles, cui lo scrivente partecipava quale rappresentante dell’IdV – che una volta entrato in Consiglio provinciale avrebbe fatto in modo che l’autodeterminazione fosse “attuata” quanto prima e comunque nel giro di pochi anni.
Ora invece, al contrario, Knoll ha contribuito assieme ai suoi amici nazios ad affossare l’idea secessionista ed a spintonarla nelle stanze cupe del nazionalismo pangermanico dove rimarrà relegata per molti anni. Complimenti!

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Wie die gegenwärtige Finanz- und Wirtschaftskrise begann wurde bereits an anderer Stelle dieses Blogs dargestellt, mittlerweile dürfte aber die Talsohle bereits hinter uns sowie ein langsamer wenn auch mühsamer Aufschwung vor uns liegen; so zumindest sehen es jene – derzeit noch wenigen – Wirtschafts- und Finanzexperten, die ich für glaubwürdig halte.

Besonders hart getroffen hat die Krise den Autosektor, und 2 der 3 großen US-amerikanischen Autohersteller (GM und Chrysler) riskierten sogar das wirtschaftliche Aus; der dritte große amerikanische Autokonzern, Ford, hielt sich hingegen überraschend gut und musste nicht einmal die staatlichen US-Hilfsgelder in Anspruch nehmen.
Die beiden schwankenden Riesen GM und Chrysler konnten vorerst einen Konkurs abwenden: Bei Chrysler stieg der italienische Fiat-Konzern unter der Führung von Sergio Marchionne ein, während bei GM eine Sanierung durch Rationalisierungen und den Verkauf von Tochterfirmen – u.a. der deutschen Opel – eingeleitet wurde.
Angesichts der enormen wirtschaftlichen Interessen und der Tausenden von Arbeitsplätzen, die dabei ins Spiel kommen, werden die betreffenden Entscheidungen letztlich auf höchster politischer Ebene getroffen; so hat sich bei Chrysler der US-Präsident Obama vehement für das Fiat-Angebot ausgesprochen, während ein entsprechendes Fiat-Angebot für die GM-Tochter Opel von einigen deutschen Politikern sehr kritisch bewertet wurde.

In Wahrheit ist das letzte Wort bezüglich Opel-Verkauf noch lange nicht gesprochen, aber das heimische Tagblatt (S-Prawda) hat die vermeintliche Ablehnung des Fiat-Angebots eilends zum Anlass genommen, der italienischen – und somit “feindlichen” – Fiat und deren Geschäftsführer Sergio Marchionne eins auszuwischen, indem letzterer zum “Absteiger der Woche” gekürt wurde.

"Dolomiten" | 2009-05-23

Nun, dass die Schreiberlinge der S-Prawda weidlich wenig von Wirtschaft verstehen, ist zumindest bei Wirtschaftsfachleuten bekannt, aber in
solchen und ähnlichen Fällen sollten sie sich wohl besser nicht zu weit aus dem Fenster lehnen. Es ist nämlich sehr wahrscheinlich, dass eine endgültige Entscheidung zum Opel-Verkauf erst nach den deutschen Bundestagswahlen im September fallen wird, und sollte die Entscheidung wirklich gegen Fiat fallen, so wäre dies wohl nur eine vorübergehende Lösung, weil ich – mit Verlaub – dem Konzern Magna oder wem auch sonst immer schlichtweg nicht zutraue, den sprichwörtlichen Karren aus dem Dreck zu ziehen: Nach spätestens 1-2 Jahren würde Opel wieder an die Wand gefahren (um beim Bild zu bleiben), und dann würde doch wieder Fiat einspringen, und zwar zu noch günstigeren Bedingungen!

Sergio Marchionne ist nämlich nicht nur der zurzeit beste italienische Industriemanager, er ist einer der besten auf der Welt. Wie er den einst maroden, praktisch pleiten Fiat-Konzern in wenigen Jahren auf Vordermann gebracht hat, das macht ihm so schnell keiner nach, da kann die S-Prawda noch so sehr keifen.
Dass gleichzeitig mit der Häme auf Marchionne das SVP-Büblein Philipp Achammer als Parteisekretär zum “Aufsteiger der Woche” hochgelobt wurde, macht das Ganze nur noch lachhafter, schon allein ob der ungleichen “Gewichte”, welche die beiden Herren auf die Waagschale zu legen imstande sind; das ist gerade so, als ob man einen VW Golf mit einem Ferrari, oder den FC Rüsselsheim mit Juventus Turin vergleichen wollte: ein Unding! Aber mache das mal einer der S-Prawda klar …

PS (2009-09-05): Anbei ein interessantes Video zum Thema – zwar mit Kommentar in italienischer Sprache, aber mit Original-Stellungnahmen in Englisch.

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Nachtrag zum Kommentar zu den Ergebnissen der Landtagswahlen 2008 und zur Wahlschlappe der Un-Mehrheitspartei SVP.

Man kann es nicht oft genug wiederholen: Der 26. Oktober 2008 war ein historischer Tag für Südtirol, der Tag, an dem endlich ein Hauch von echter Demokratie zu spüren war, weil eine nach Parteibuch regierende und den Bürger/inne/n entfremdete SVP weit unter die 50%-Marke bugsiert wurde und weil deren Leithammel und (Noch-)Landeshauptmann Durnwalder eines seiner schlechtesten Vorzugsstimmenergebnisse eingefahren hat (wie man seiner finsteren Miene nach der Stimmenauszählung entnehmen konnte, hatte sich der als eitler Gockel bekannte Polit-Dinosaurier allen Ernstes deutlich mehr Stimmen erwartet – was an sich schon genügen würde, ihn als weltfremd zu entlarven, ganz abgesehen von seiner mehrfach gemachten Aussage, wonach das größte Problem der Südtiroler/innen jenes sei, dass es ihnen zu gut gehe).

Dolomiten | 2008-11-15

L. Durnwalder | Bild: “Dolomiten” 2008-11-15

Dabei hätte die Volks-Watschn noch viel schallender ausfallen können, aber: wieder haben, unglaublich aber wahr, ein paar Tausend “Italioten” SVP und – noch schlimmer – Durnwalder gewählt. Man muss sich das vorstellen: der selbsternannte “Presidente di tutti” bezeichnet Österreich als sein “Vaterland” und schaut verächtlich auf Italien, seine Partei verwehrt den “Italienern” die Mitgliedschaft, denn sie sei die Partei der Deutschen und Ladiner, aber “wählen” dürfen sie auch die “Italiener” … und einige von diesen tun dies tatsächlich! Oh sancta simplicitas!

Abgesehen davon ist als positiv zu vermerken, dass zu den Nicht-Gewählten auf der SVP-Liste Leute wie die eingebildete (und jetzt eingeschnappte) Männerhasserin Julia Unterberger, der doppelgleisige Handwerkerverbands-Direktor Hanspeter Munter, die Absenzlerin Martina Ladurner, der Welsberger Beton-Bürgermeister Friedrich Mittermair oder der affektierte Theater-Schnösel Manfred Schweigkofler (Allerletzter mit mickrigen 911 Vorzugsstimmen) gehören.

Auch hat sich erwiesen, dass in Südtirol mit Wahlwerbung im Internet kaum Stimmen zu holen sind: so hat etwa Markus Lobis von den Grünen, wiewohl unermüdlicher Blogger und als solcher auch in den Printmedien präsent, eher schlecht abgeschnitten, und der Kandidat der Un-Mehrheitspartei Manfred Schweigkofler, der fast ausschließlich auf das weltweite Netz gesetzt hat (durchaus professionell, er ist ja vom Fach), ist abgeschlagen an letzter Stelle seiner Liste gelandet.

Wahlwerbung für einen starken Durnwalder (LOL)

Wahlwerbung für einen “starken Durnwalder” (LOL)

Es stehen uns in Südtirol also weitere 5 düstere Jahre (wahrscheinlich) bevor, in denen ein noch schwächerer “Froschhauptmann” dahin wursteln wird: egomanisch, parteilich, verstockt, einfallslos, weltfremd, eben Durnwalder. Aber es gibt ja noch die Vorsehung …

Im selbsternannten “Tagblatt der Südtiroler – Dolomiten” (unter Insidern bekannt als “Südtiroler Prawda”) veröffentlicht ein gewisser Peppi Tischler täglich eine oder mehrere “Karikaturen” zum lokalen und internationalen Tagesgeschehen, und einmal in der Woche erscheint dann eine weitere “Karikatur” – meist in Form eines Comic Strips – zu Geschehnissen und Entwicklungen über größere Zeiträume.

Tischlers “Karikaturen” sind selten originell, weder graphisch noch inhaltlich, und bringen meist nur die (wohlbekannte) redaktionelle Linie der S-Prawda zum Ausdruck. Als typisches Beispiel hiefür kann eine “Karikatur” aus dem Jahr 2004 angeführt werden, mit welcher jene paar aufrechten Südtiroler, die den Mut hatten, die Wählbarkeit des Herrn Luis Durnwalder gerichtlich prüfen zu lassen, als “Strohmänner” verunglimpft werden sollten.

In der Ausgabe vom 25. Oktober 2008 – dem Tag vor den Südtiroler Landtagswahlen, an dem laut Gesetz die par condicio und das Wahlwerbeverbot gelten: diese gesetzlichen Vorschriften können vonseiten der S-Prawda aber anscheinend ungestraft übertreten werden – wurde folgendes Elaborat veröffentlicht:

Dolomiten | 2008-10-25

"Dolomiten" | 2008-10-25

Da kann ich, als praktizierender Christ und unverwüstlicher Optimist, nur einen Stoßseufzer gen Himmel richten: Gott bewahre …

PS (2008-12-05): Prof. Karl Golser zum Bischof ernannt … und der neu ernannte Bischof hat nichts, aber auch gar nichts mit Durnwalder gemein!

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