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Politische Wahlen Parlament Italien 24-25.02.2013 | Elezioni politiche Parlamento Italia 24-25/02/2013

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Corriere della Sera | 2011-11-04

Iniziativa lodevole quella di Giuliano Melani, “concittadino” italiano di Pistoia, il quale ha acquistato un’intera pagina del Corriere della Sera per rivolgere un accorato appello agli italiani per combattere la speculazione in atto contro il debito pubblico italiano: “Facciamo uno sforzo, compriamo il nostro debito. Chi più ne ha più ne metta.”

Iniziativa questa che non può che essere condivisa, con una precisazione importante, però: Gli italiani, quelli veri, lo stanno già facendo, l’hanno sempre fatto!

Oltretutto, si tratta di un ottimo investimento (quale altro investimento attualmente offre un 5-6% di interessi “sicuri”?), mentre la tesi di chi azzarda che l’Italia possa “fallire” è semplicemente ridicola, così come quelli che la sostengono non sono altro che dei cialtroni!

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Contro gli attacchi dei beceri speculatori che vogliono far credere assurdamente che l’Italia sia sull’orlo del fallimento [LOL], serve una chiara presa di posizione: SE L’ITALIA HA BISOGNO, IO CI SONO!

Io ho aderito! Aderisci anche tu!

MF-Milano Finanza per l’Italia e gli italiani

Se l’Italia ha bisogno, noi ci siamo. Siamo imprenditori, professionisti, manager, comuni cittadini. No, non ci stiamo a che l’Italia sia ridotta sul lastrico. Siamo un paese forte, ricco, con un debito pubblico altissimo, ma con un debito consolidato pubblico-privati nettamente più basso della Gran Bretagna, più basso della Germania, pari a quello della Francia. Le nostre industrie, le nostre banche, sono solide. La ricchezza liquida del paese è più di 10 volte (oltre 3.000 miliardi di euro) l’ammontare dei titoli che ogni anno lo Stato italiano deve emette per rinnovare quelli in scadenza. Il 50 per cento del debito pubblico è in mano a noi italiani. Se all’Italia serve, se dovesse servire il nostro aiuto per le emissioni, noi ci siamo.

Shortlink: http://wp.me/pdCW4-fg

„Dal viversi accanto al vivere insieme“ | “Vom Nebeneinander zum Miteinander“

Sotto questo motto si pone l’iniziativa di un gruppo di rappresentanti della società civile altoatesina appartenenti a tutti e tre i gruppi etnici, che dall’autunno del 2009 si confrontano intorno alla necessità di passare dal semplice convivere al collaborare attivo nella nostra bella e particolare terra.
Unter oben wiedergegebenem Leitgedanken fanden sich ab Herbst 2009 einige Personen aller drei Sprachgruppen aus der Südtiroler Zivilgesellschaft zusammen, um darüber nachzudenken, wie das “Nebeneinander” der hier lebenden Menschen verschiedener Sprachen in ein “gemeinsames Gestalten” dieses besonderen und herrlichen Landes umgesetzt werden könnte.

Info: http://manifesto2019.wordpress.com

Chi è d’accordo, è pregato di firmare e far girare il Manifesto |
Wer die Ideen teilt, möge bitte das Manifest unterschreiben und weiterleiten

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Heute hat der Verfassungsgerichtshof das sog. Lodo Alfano für verfassungswidrig erklärt; wir von Italia dei Valori hatten seinerzeit erfolgreich eine Unterschriftensammlung in diesem Sinne durchgeführt.

Unterschriftensammlung | MyBlog 2008-11-24

Die Nachrichtenagentur Reuters hat diesbezüglich folgende Meldung in italienischer Sprache durchgegeben:

ROMA, 7 ottobre – La Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale il Lodo Alfano, la legge che prevede l’immunità dai processi penali per le prime quattro cariche dello Stato tra cui il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
La legge è stata bocciata perché viola l’articolo 138 della Costituzione, secondo cui c’è bisogno di una legge costituzionale per modificare il dettato della Carta, e l’articolo 3 sull’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge.
La sentenza di illegittimità implica la riapertura dei processi penali contro Berlusconi che erano stati sospesi all’entrata in vigore del Lodo e indebolisce il capo del governo in un momento in cui è al centro di forti polemiche sulle sue frequentazioni sessuali.
Gli analisti non si aspettano ripercussioni sui mercati finanziari.
Un Berlusconi particolarmente veemente ha detto ai giornalisti subito dopo la pubblicazione della sentenza che intende governare fino alla fine del mandato nel 2013 e ha accusato la Consulta di essere un organo politicizzato di sinistra: “Con una Corte Costituzionale con 11 giudici (su un totale di 15) era impossibile che approvassero questo. Andiamo avanti. Dobbiamo governare 5 anni con o senza lodo. Viva l’Italia, viva Berlusconi.”
Berlusconi ha anche accusato il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di non essere imparziale. “Il Capo dello Stato sapete voi da che parte sta”. Parole alle quali il Capo dello Stato ha reagito ribadendo con una nota la sua imparzialità.
Il premier è imputato a Milano per corruzione dell’avvocato inglese David Mills – già condannato a 4 anni e sei mesi dal Tribunale – e per irregolarità nella compravendita di diritti televisivi Mediaset. Presso il GIP di Roma Berlusconi è indagato per istigazione alla corruzione di alcuni senatori eletti all’estero durante la scorsa legislatura.
Per l’avvocato di Berlusconi, Niccolò Ghedini “i processi saranno ripresi nella consapevolezza che con un giudice super partes sarà certamente riconosciuta l’estraneità di Silvio Berlusconi da qualsiasi ipotesi di reato”.
Già lunedì scorso il presidente del Consiglio aveva detto di aver intenzione di portare a termine il suo mandato che scade nel 2013.
La prospettiva di un voto anticipato è stata allontanata nel pomeriggio anche dal leader della Lega Nord Umberto Bossi che, al termine di un pranzo con il presidente della Camera Gianfranco Fini, ha detto che nè lui nè Fini vogliono elezioni anticipate. Gli italiani saranno chiamati in primavera ad una tornata di elezioni regionali che assumeranno una chiara valenza politica, ha argomentato Bossi.
Il Carroccio annuncia però grandi mobilitazioni a favore del governo: “Noi potremmo entrare in funzione trascinando il popolo. Il popolo ce lo abbiamo, sono i vecchi Galli”.
Gli avvocati di Berlusconi avevano sostenuto davanti alla Consulta che la sospensione dei processi era una necessaria garanzia per l’imputato-premier che non avrebbe la possibilità di prendere parte alle udienze nè il tempo necessario per predisporre la sua difesa.
La nuova legge elettorale avrebbe poi modificato il ruolo del presidente del Consiglio, ora eletto su indicazione dei cittadini trasformandolo da primus inter pares a primus super pares.
Contro la costituzionalità del Lodo Alfano la procura di Milano aveva sostenuto il principio dell’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge e la necessità di una legge di rango costituzionale nonchè l’allungamento dei tempi dei processi contro la “ragionevole durata” prevista dall’ordinamento.
“Questa sentenza renderà il governo più debole e meno efficace, ma non credo che ne causerà la caduta. Inoltre non penso nemmeno che avrà un effetto significativo sul mercato azionario e sullo spread sui titoli di stato italiani e tedeschi”, ha detto Tito Boeri, docente di economia all’Università Bocconi di Milano.

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Qualche mese fa ho avuto modo di commentare brevemente l’ennesima presa di posizione dei noti estremisti di prevalente estrazione germanofilo-nazionalista (da me chiamati “nazios”), diretta ad ottenere o addirittura “attuare” la c.d. autodeterminazione per l’Alto Adige (cioè staccare la Provincia di Bolzano – Alto Adige dallo Stato italiano e crearne uno Stato nuovo e indipendente), ed ho definito tale posizione come inattuale e meschina: inattuale in quanto in stridente contrasto con i lodevoli sviluppi storici recenti che portano a ridurre o eliminare i confini e non certo a crearne dei nuovi, e meschina in quanto proveniente da persone che “sputano nel piatto dove mangiano” (chiamate anche “parassiti dell’autonomia” da Gabriele Di Luca).

Nei giorni scorsi c’è stato un ulteriore affondo da parte dei soliti noti, questa volte per voce di tale Martin Graf, esponente del FPÖ (partito “liberale” austriaco) e Terzo Presidente del Nationalrat (camera dei Deputati austriaca). Questi in un’intervista al giornale austriaco “Presse am Sonntag” aveva dichiarato di essere dell’opinione che alla popolazione del Sudtirolo (Alto Adige) verrebbe negato il diritto all’autodeterminazione sin dall’aggiudicazione dell’Alto Adige all’Italia dopo la 1° Guerra Mondiale, e che quindi sarebbe venuta l’ora di chiedere alla popolazione se debba esserci un Tirolo unico. Graf dunque chiedeva neanche troppo velatamente la (ri-)annessione dell’Alto Adige all’Austria, dando ovviamente per scontato che in una eventuale consultazione popolare la maggioranza degli interessati avrebbe votato a favore di un distacco dall’Italia – ipotesi questa in realtà assai remota se non altro perché economicamente controproducente.

Ebbene, quello che nelle intenzioni dei nazios doveva essere un ulteriore passo verso la c.d. autodeterminazione (concetto come si vede assai confuso, e non solo per quanto riguarda la “meta” che per gli uni consiste in un nuovo [micro-]Stato e per gli altri in un “ritorno” alla “patria” Austria), si è invece trasformato in un autentico boomerang che ha inferto il colpo mortale alle velleità secessioniste dei nazios.
Infatti, mentre finora l’Essfaupè (SVP, partito di maggioranza relativa in Alto Adige) si era trincerata dietro un “siamo per l’autonomia dell’Alto Adige ma per noi rimane irrinunciabile il diritto all’autodeterminazione”, di fronte alla concreta possibilità che si possa arrivare ad una modifica dei confini tra l’Italia e l’Austria – con conseguente perdita dei noti privilegi di cui l’SVP è la prima e principale beneficiaria – ci si è visti costretti a difendere l’autonomia, e dunque lo Stato italiano, ed a contrastare le ambizioni secessioniste come mai in passato era accaduto.
Sintomatico al riguardo appare il comportamento di uno dei massimi esponenti del partito nonché Presidente della Giunta provinciale, Luis Durnwalder, il quale dapprima e per alcune settimane non aveva rilasciato alcun commento in proposito ma, dopo che la situazione rischiava di prendere una pericolosa dinamica ed a seguito di decise prese di posizione anti-secessioniste di altri esponenti del partito, si è dovuto schierare senza mezzi termini dalla parte degli “autonomisti”, con un vero voltafaccia cui è stato dato ampio spazio nel giornale locale “Dolomiten”.

Dolomiten | 2009-07-27

“Dolomiten” | 2009-07-27

In quell’articolo Durnwalder, dopo aver tacciato l’uscita di Graf come “politica disonesta”, dichiara tra l’altro che la proposta in questione sarebbe irrealistica e irresponsabile, che né l’Austria né la maggioranza della popolazione altoatesina sarebbero d’accordo con una “politica talmente incerta” e che egli sarebbe favorevole a continuare sulla strada dello Statuto di autonomia.
Tale presa di posizione viene rinfrancata da altri esponenti politici di spicco “di qua e di la del Brennero”, tra cui il Governatore del Tirolo, Günther Platter, e il Ministro degli Esteri austriaco, Michael Spindelegger.

Un rifiuto netto e definitivo alle velleità secessioniste, dunque, da parte degli esponenti politici più rappresentativi … e pensare che quel “parassita dell’autonomia” Sven Knoll, rappresentante del partito “Süd-Tiroler Freiheit” ed eletto al Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano, ancora poco prima delle elezioni provinciali 2008 si era vantato – in una discussione pubblica presso il centro scolastico di Malles, cui lo scrivente partecipava quale rappresentante dell’IdV – che una volta entrato in Consiglio provinciale avrebbe fatto in modo che l’autodeterminazione fosse “attuata” quanto prima e comunque nel giro di pochi anni.
Ora invece, al contrario, Knoll ha contribuito assieme ai suoi amici nazios ad affossare l’idea secessionista ed a spintonarla nelle stanze cupe del nazionalismo pangermanico dove rimarrà relegata per molti anni. Complimenti!

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Seit einiger Zeit geistern wieder verstärkt Forderungen nach einem sog. Freistaat Südtirol (also die Loslösung aus dem italienischen Staatsgebilde und die Schaffung eines eigenen “Staates Südtirol”) durch die Medien. An sich nichts Neues, da seit den 1960er-Jahren versucht wurde, ähnliche Forderungen in immer wieder neuer Gestalt und teils mit terroristischer Gewalt durchzusetzen. Neu ist, dass derlei Forderungen letzthin auch von Mitbürger/inne/n unterstützt werden, von denen man es eigentlich nicht erwarten würde, so etwa von den “Jungen Grünen” Südtirols oder der Chefredaktion des Wochenmagazins ff.

Ich behalte mir eine ausführliche Stellungnahme vor, da mir dazu gegenwärtig die Zeit fehlt (es stehen ja u.a. die Wahlen zum EU-Parlament an, bei denen wir als “Italia dei Valori Südtirol” gut mitmischen möchten), aber soviel vorab: Ich betrachte genannte Forderungen als völlig unzeitgemäß und schäbig:
– unzeitgemäß, weil Grenzen immer mehr abgebaut werden (nicht nur in Europa) und da wäre ein neuer Staat mit neuen Grenzen wohl ziemlich fehl am Platze;
– schäbig, weil in niederträchtiger Weise versucht wird, die gegenwärtige weltweite Wirtschaftskrise gegen Italien auszuspielen (etwa mit den Phrasen wonach Italien “bankrott” sei oder zu strenge Gesetze bezüglich Rauchverbot und Promillegrenze im Straßenverkehr habe).
Dass das Freistaat-Geschwätz teils von Leuten kommt, die einerseits gegen den Staat Italien geifern und andererseits auf dessen Kosten leben (wie der Landtagsabgeordnete der “Südtiroler Freiheit” Sven Knoll, der sich mit seinen fast 30 Jahren als “Student” ausgibt, also praktisch arbeitslos ist, aber als Abgeordneter monatlich ca. 8.000 Euro netto kassiert), macht das Ganze nur noch unglaubwürdiger.

Einen treffenden Leserbrief hat diesbezüglich Dr. Karl Trojer aus Terlan geschrieben, weshalb ich den betreffenden Text anbei wiedergebe:

Leserbrief Dr. Karl Trojer | 2009-03-31

Abtrennung

Selbstbestimmung

von Karl Trojer, Terlan

Zurzeit ist das Wort „Selbstbestimmung“ in aller Munde. Welches „Selbst“ ist jeweils gemeint? Worüber soll „bestimmt“ werden? Darüber besteht Verwirrung. Mit „Selbstbestimmung“ kann man nicht marktschreierisch umgehen. Selbstbestimmung im Sinne einer Abtrennung Südtirols von Italien ist aus europäischer Sicht und rechtlich nicht realistisch. Da frage ich mich: Ist so ein Spiel mit „Selbstbestimmung“ fair oder schamlos unehrlich oder ganz einfach dumm? Soll Europa in ein Chaos von Kleinstaaten oder extrem ungleichen Regionen (Südtirol, Padania, Bayern …) zerfallen? Das derzeitige Europa mag alle möglichen Mängel haben (wer von uns hat diese nicht?), es ist aber eines der wenigen nachhaltigen Friedensprojekte dieser Erde, und dies trotz der „Staaten“, die im Sinne von Subsidiarität und Solidarität eine hierarchische Mittlerfunktion wahrzunehmen haben. Es ist unsere Aufgabe, unsere Autonomie zu leben und gemeinsam weiterzuentwickeln. Andernfalls entstehen neue Risse durch unsere Familien, wie sie sich aus der Situation Optanten/Dableiber ergeben hatten.

Nachtrag 2009-05-14:
Trefflich auch ein Leserbrief von Dr. Egmont Jenny, Urgestein der Südtiroler Sozialdemokratie; auch diesen Beitrag gebe ich nachfolgend wieder.

Leserbrief

Leserbrief Dr. Egmont Jenny | 2009-05-14

Selbstbestimmung

Zündeln

von Dr. Egmont Jenny, Dorf Tirol

Seit Monaten bestimmen die beiden L.-Abg. Eva Klotz und Sven Knoll, die als „Südtiroler Freiheit“ 4,9 Prozent der Südtiroler Wähler vertreten, die politische Agenda in Südtirol. Das Rezept dafür ist ebenso einfach wie simpel: Unter dem Deckmantel eines fragwürdigen Antifaschismus werden laufend antiitalienische Provokationen lanciert, die prompt die heftige Reaktion der italienischen Rechten auslösen. Im Zeichen dieser permanenten ethnischen Auseinandersetzung wollen diese Kreise nicht näher definierte Selbstbestimmungsphantasien verwirklichen, die mit den Grundprinzipien des Vereinten Europa unvereinbar sind. Dabei wird bewusst ignoriert, dass die österreichisch-deutsche Minderheit in Italien bereits heute durch ihre autonomen Institutionen ihre politische, kulturelle und wirtschaftliche Entwicklung weitgehend selbst bestimmt. Es ist klar, dass durch dieses unverantwortliche Treiben die Beziehungen zwischen den Volksgruppen und die autonomen Institutionen schwersten Schaden nehmen. Es ist erfreulich, dass endlich maßgebende Politiker der SVP, aber auch einzelne Bürger offen für die Verteidigung dieser Autonomie eintreten, während dagegen die rechtslastigen deutschen Oppositionsparteien aus dieser nationalistischen Hetze parteipolitisches Kapital schlagen.

Shortlink: http://wp.me/pdCW4-63

Commento ai risultati delle elezioni per il Consiglio provinciale dell’Alto Adige del 26 ottobre 2008

Ora che i risultati delle elezioni sono definitivi – anche se su di loro pende la scure di possibili ricorsi a causa del mancato rinvio per allineamento alle correlate elezioni del Trentino -, è possibile trarrne alcune conclusioni che, nel loro insieme, possono senz’altro considerarsi positive.

Intanto però un breve riepilogo dei dati e fatti:
1. l’SVP, partito di maggioranza ormai solo più relativa, è sceso abbondantemente sotto il 50%, nonostante una pubblicità enorme e la campagna elettorale tutta incentrata sul capolista e Presidente di Giunta Durnwalder (sempre attaccato alla poltrona, in barba alle sue dichiarazioni pre-elettorali secondo cui si sarebbe dimesso in caso di sconfitta dell’SVP);
2. lo stesso Durnwalder ha perso moltissimi consensi (da 110.000 a 97.000 ca.), e tale crollo è tanto più eloquente se rapportato agli immensi mezzi (stimabili in almeno 1 milione di Euro) tirati in campo per “salvarlo”, tra cui spicca l’iniziativa, sponsorizzata dall’industriale Michael Seeber (gruppo Leitner), denominata “Noi per Durnwalder” e consistente in una spasmodica campagna pubblicitaria a favore di Durnwalder da parte di testimonial “famosi”, come p.es. lo scalatore estremo Reinhold Messner;
3. i “Freiheitlichen” – partito “tedesco” nazional-liberale ispirato all’omonimo partito austriaco di Jörg Haider, recentemente morto in un incidente automobilistico – hanno quasi triplicato consensi e seggi (da 2 a 5) cavalcando l’onda xenofoba che banalmente indica nei cittadini esteri la causa di tutti i mali e, sfruttandoli come capro espiatorio, attribuisce loro la colpa per la situazione economica sfavorevole del momento;
4. l’altro partito “tedesco” di estrema destra, la “Union für Südtirol“, elencato comunemente tra i perdenti, in realtà è uscito rafforzato visto che, all’unico seggio “salvato” dalla stessa Union, sono da aggiungere i 2 seggi ottenuti dalla “Süd-Tiroler Freiheit” quale frammento del partito nato dalla scissione avvenuta 2 anni fa per motivi più che altro personali ed egoistici;
5. i Verdi hanno perso molti consensi, nonostante l’unione elettorale con una parte delle Liste civiche (l’altra parte si è candidata autonomamente – ed invano – col nome di “Bürgerbewegung”), ottenendo solo 2 seggi, a dimostrazione del fatto che alle precedenti elezioni del 2003 il 3° seggio era stato conseguito solo grazie all’unione elettorale col DPS;
6. il “Popolo della Libertà” ha perso 1 dei 4 seggi ottenuti cinque anni fa (AN ne aveva 3 e FI ne aveva 1), ma rimane la prima forza tra i partiti “italiani”;
7. i partiti “italiani” di centro-sinistra, questa volta riuniti nel PD (Partito Democratico), hanno in sostanza confermato i 2 seggi già ottenuti cinque anni fa, pur perdendo parecchi voti (dal 7,5% al 6,0%);
8. la Lega Nord, ribattezzata per l’occasione “Lega Nord Südtirol“, è entrata per la prima volta nel Consiglio provinciale, ottenendo il 2,1% dei voti;
9. il partito “italiano” di estrema destra Unitalia ha ottenuto nuovamente 1 seggio, grazie all’aumento delle preferenze dall’1,5% all’1,9% che gli ha consentito di superare Italia dei Valori per appena 680 voti.

Elezioni Consiglio Provinciale Alto Adige 2008 | Risultati

Veniamo ora ad una analisi dei risultati evidenziandone alcuni aspetti salienti.

a) Checché se ne dica – ed è questo secondo me il dato più positivo delle elezioni in parola -, l’SVP ha perso per la prima volta la maggioranza assoluta in Consiglio provinciale, dopo che nelle più recenti elezioni non amministrative aveva già subito sconfitte analoghe (sia nelle elezioni per il Parlamento europeo del 2004 che in quelle per il Parlamento italiano del 2008 era scesa abbondantemente sotto il 50%). Evidentemente anche gli elettori più ligi e fedeli alla “stella alpina” si sono stufati dell’atteggiamento antidemocratico, dell’arroganza, del clientelismo e dell’abuso di potere che contraddistinguono quel partito, specie da quando ne è a capo Durnwalder. Che poi la maggior parte dei voti persi dall’SVP sia andata alla destra estremista (Freiheitlichen e Süd-Tiroler Freiheit) non mi pare preoccupante, sia perché si tratta principalmente di voti di protesta, sia perché quella destra conta comunque poco politicamente e tornerà presto a scendere nei consensi elettorali, secondo una parabola già segnata dai loro “gemelli” in Austria (il più sopra citato partito di Haider).

b) A differenza di quanto sostenuto da qualcuno, secondo me i risultati in questione dimostrano che i consensi non si possono comprare: lo dimostra il dato più che deludente dell’SVP e del loro capolista Durnwalder i quali, nonostante l’impiego di mezzi finanziari quasi illimitati, hanno perso il 13% degli elettori (infatti, il calo di 7,5 punti percentuali – dal 55,6% al 48,1% – corrisponde in termini assoluti a quasi -13%); lo dimostra il fatto che il candidato dell’SVP Hanspeter Munter, direttore dell’Associazione artigiani e da sempre tra coloro che spendevano di più in campagna elettorale, è rimasto ampiamente fuori dalla rosa degli eletti; e tale conclusione non è nemmeno contraddetta dal fatto che tra le fila dell’SVP sia stato eletto il “betoniere” Christian Egartner: infatti, se è vero che questi abbia “investito” in campagna elettorale qualcosa come mezzo milione di Euro – rimanendo secondo solo a Durnwalder in favore del quale è stato speso più del doppio -, è anche vero però che lo stesso Egartner ha saputo “guadagnarsi” i consensi con una forte presenza personale sul territorio e con degli slogan – in parte mutuati dai Freiheitlichen – con un forte impatto sulla popolazione.

c) La presenza su Internet in Alto Adige non paga, fatto che conferma l’arretratezza tecnologica della nostra Provincia e la scarsa propensione all’uso delle nuove tecnologie della (maggioranza della) popolazione. Infatti, i candidati che hanno fatto campagna elettorale principalmente su Internet (es. Markus Lobis dei Verdi o Manfred Schweigkofler dell’SVP) hanno ottenuto relativamente pochi voti, mentre ha “reso” molto di più la forte presenza fisica sul territorio (es. i Freiheitlichen o Christian Egartner dell’SVP). Ciò ovviamente non significa che l’utilizzo del Web sia inutile, ma conferma che in Alto Adige siamo ancora lontani da quei paesi più evoluti dove le elezioni si decidono (anche) su Internet.

d) La maggioranza dell’SVP in termini di seggi (18 su 35), mantenuta per un pelo (6.601 “resti” contro i 5.009 di Italia dei Valori, primo dei Partiti rimasti senza seggi), è stata ottenuta ancora una volta grazie ai voti di quegli italiani, noti come “italioti”, che hanno votato per l’SVP o, peggio, per Durnwalder. Ogni commento in proposito appare superfluo.

Infine due parole sul nostro Partito Italia dei Valori, rimasto purtroppo escluso dal Consiglio provinciale per una manciata di voti.

Lasciando agli Organi del Partito un’analisi più approfondita di quella che sicuramente dev’essere definita una sconfitta tanto amara quanto inattesa, mi pare comunque possibile sin d’ora evidenziarne alcune cause:
i) la campagna elettorale è stata tutta incentrata sul capolista Luigi Cigolla il quale, seppure senza dubbio dotato di “mani pulite” (come evidenziato da Antonio Di Pietro), non ha ovviamente saputo trasportare quell’aura di novità che è propria di IdV;
ii) i candidati di lingua tedesca (tra cui il sottoscritto) non hanno avuto la possibilità di mostrarsi agli elettori (p.es. nelle trasmissioni in lingua tedesca della RAI Sender Bozen), perdendo così molti potenziali elettori tra la popolazione di lingua tedesca, come dimostra anche la cartina sopra riportata che evidenzia buone percentuali di consensi nei centri urbani ma risultati deludenti in periferia (con popolazione in maggioranza di lingua tedesca);
iii) Italia dei Valori è passata come Partito “italiano” (anche a causa di quanto appena evidenziato sub ii), mentre dovrebbe mostrarsi come movimento (non già interetnico come i Verdi bensì) non etnico, visto che si batte per delle cause che riguardano tutti i cittadini e le cittadine senza distinzione alcuna, e men che meno “etnica” o “linguistica”. E che la “non etnicità” sia ormai non più una prerogativa dei Verdi ma sia anzi ben vista da buona parte dell’elettorato locale, è dimostrato dal risultato ottenuto dalla Lega che ha schierato tra i suoi candidati di punta sia italiani/e che tedeschi.

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